Nel Veneto quasi un volontario su due è donna
Ci sono numeri che, più di molte parole, raccontano l'evoluzione di un'associazione.
Nel Raggruppamento Veneto dell'A.N.Gi.V. – Associazione Nazionale Giacche Verdi, la presenza femminile ha ormai raggiunto una dimensione che testimonia quanto il volontariato equestre e la Protezione Civile a cavallo siano oggi una realtà condivisa da uomini e donne con lo stesso entusiasmo e la stessa professionalità.
I dati aggiornati al 2026 parlano chiaro: su 135 soci, ben 64 sono donne, pari al 47,4% del totale. Un equilibrio quasi perfetto con la componente maschile, composta da 71 volontari (52,6%), che conferma come il contributo femminile sia ormai parte integrante della vita associativa e delle attività operative.
Ma il dato più interessante non riguarda soltanto la percentuale.
Racconta un'associazione capace di coinvolgere persone di ogni età, mettendo in relazione l'entusiasmo delle nuove generazioni con l'esperienza dei volontari che da anni rappresentano il cuore pulsante delle Giacche Verdi.
La distribuzione anagrafica evidenzia infatti una realtà dinamica e intergenerazionale:
- 16 volontari hanno meno di 30 anni;
- 24 hanno un'età compresa tra i 31 e i 40 anni;
- 27 tra i 41 e i 50 anni;
- 53 appartengono alla fascia tra i 51 e i 60 anni;
- 37 hanno tra i 61 e i 70 anni;
- 31 hanno superato i 70 anni.
Sono numeri che raccontano una comunità nella quale convivono entusiasmo, esperienza e disponibilità a trasmettere competenze. Un patrimonio umano che costituisce uno dei punti di forza del Raggruppamento Veneto e che permette di affrontare con continuità le numerose attività svolte dall'associazione: dalla Protezione Civile a cavallo al monitoraggio ambientale, dagli Interventi Assistiti con gli Animali ai progetti di educazione ambientale e al Progetto Scuole.
Questa crescita si inserisce in un trend positivo che interessa tutta l'associazione a livello nazionale. Tra il 2024 e il 2025 il numero delle volontarie A.N.Gi.V. è passato da 269 a 327, con un incremento di 58 donne in un solo anno (+21,6%), segno di un volontariato che continua ad attrarre nuove energie e nuove competenze.
Ma sarebbe un errore raccontare questa crescita soltanto attraverso i numeri.
Per capire davvero cosa significhi essere una Giacca Verde bisogna ascoltare le storie di chi quella divisa la indossa ogni giorno.
Una passione che diventa servizio
Frida Spoto è una di quelle persone che hanno accompagnato la nascita e la crescita dell'associazione. Oggi è Presidente del Raggruppamento Veneto e coordina le attività degli Interventi Assistiti con gli Animali nel Bellunese.
Quando parla delle Giacche Verdi non racconta incarichi o ruoli.
Parla di valori.
"L'amicizia sincera è la prima cosa importante nella vita."
È una frase semplice.
Eppure racchiude perfettamente ciò che emerge da tutte le testimonianze raccolte.
L'A.N.Gi.V. non è soltanto un'associazione nella quale si presta servizio.
È una comunità nella quale si cresce insieme.
Alla domanda su quali tre parole descrivano meglio le Giacche Verdi, Frida non ha dubbi:
"Amicizia, supporto, presenza."
Tre parole che ritornano continuamente anche nelle altre interviste.
Qui nessuno viene lasciato indietro
Candida Maria Bargetto è una delle volontarie entrate più recentemente nelle Giacche Verdi, ma in poco tempo ha trovato qualcosa che cercava da anni: un gruppo nel quale la passione per il cavallo si unisce al rispetto reciproco e al desiderio di aiutarsi.
A convincerla non è stata soltanto l'attività sul territorio, ma soprattutto il clima umano che ha respirato fin dai primi giorni.
«La grande differenza che ho sentito nelle Giacche Verdi rispetto ad altri gruppi è che non mi sono mai sentita giudicata nelle difficoltà. Si esce con persone molto esperte, ci si aiuta e si sente un affetto sincero.»
Parole che raccontano bene uno dei valori più autentici dell'associazione: la consapevolezza che il volontariato cresce attraverso la condivisione delle esperienze, il sostegno reciproco e la fiducia tra le persone, proprio come accade nel rapporto con il cavallo.
La forza della continuità
Ogni associazione vive grazie a chi arriva.
Ma cresce grazie a chi resta.
Francesca Bisello rappresenta una di quelle figure che, con discrezione e costanza, sono diventate un punto di riferimento per l'associazione.
È presente praticamente in ogni iniziativa. Dalle attività di monitoraggio sui Colli Euganei ai servizi di vigilanza durante le grandi manifestazioni, fino ai progetti di educazione ambientale.
Tra i ricordi che custodisce con maggiore emozione non cita un'emergenza.
Ricorda invece gli occhi dei bambini durante il Progetto Scuole, quando hanno potuto avvicinarsi al cavallo, accarezzarlo e comprenderne il ruolo nel rapporto tra uomo e natura.
Per Francesca il volontariato significa soprattutto esserci.
Con continuità.
Con affidabilità.
Con quello spirito di squadra che considera il valore più grande dell'associazione.
Le nuove generazioni
Accanto alle volontarie che hanno costruito la storia dell'A.N.Gi.V. stanno crescendo nuove figure, pronte a raccoglierne il testimone.
È il caso di Ludovica Zago, iscritta dal 2022 e oggi impegnata in un percorso che la porterà a entrare a far parte del Carosello delle Giacche Verdi.
Ha conosciuto l'associazione grazie ai nonni.
È rimasta perché ha scoperto un modo diverso di vivere il cavallo.
"Mi ha spinto il fatto di poter coniugare la mia passione per i cavalli e la natura con l'impegno sociale."
Quando le si chiede quale sia il contributo delle donne all'interno dell'associazione, non parla di differenze.
Parla di qualità.
"Sensibilità e capacità di ascolto sono fondamentali sia nel rapporto con il cavallo sia nelle attività sociali e didattiche."
Parole che raccontano bene la naturale evoluzione dell'A.N.Gi.V., capace di coinvolgere giovani volontarie senza perdere la propria identità.
Molto più di una divisa
Le testimonianze raccolte arrivano da età diverse, esperienze differenti e percorsi personali spesso lontani tra loro.
Eppure esiste un filo conduttore.
Nessuna parla di protagonismo.
Nessuna mette al centro se stessa.
Tutte raccontano il valore del gruppo.
L'aiuto reciproco.
Il rispetto per il cavallo.
L'amore per la natura.
L'orgoglio di appartenere a una squadra.
Forse è proprio questo il tratto distintivo dell'anima femminile delle Giacche Verdi.
Una presenza che cresce senza fare rumore, che rafforza ogni giorno l'associazione con competenza, sensibilità e spirito di servizio.
Il futuro è già in sella
Nel Raggruppamento Veneto, dove oggi le donne rappresentano il 47,4% dei volontari, il ricambio generazionale è già una realtà.
L'esperienza delle volontarie storiche si intreccia con l'entusiasmo delle nuove leve, creando un equilibrio che costituisce una delle più grandi ricchezze dell'associazione.
Perché il futuro delle Giacche Verdi non si costruisce soltanto formando nuovi volontari.
Si costruisce trasmettendo valori.
Ed è forse questa l'eredità più importante che emerge dalle loro storie.
Non insegnano soltanto come si conduce un cavallo o come si affronta un servizio di Protezione Civile.
Insegnano che il volontariato è una scelta quotidiana.
Una scelta fatta di disponibilità, rispetto, amicizia e responsabilità.
Valori che continuano a crescere, grazie ed insieme alle donne che ogni giorno scelgono di indossare la divisa delle Giacche Verdi.